Un circuito ad alta quota intorno alla vetta sacra più alta di Cusco, tra laghi glaciali, pascoli alpaca e notti sotto i cieli stellati delle Ande
A 100 chilometri da Cusco, lontano dalle rotte turistiche più battute, si erge l'Apu Ausangate: a 6.372 metri, è la vetta più alta della regione e una delle montagne più sacre della cosmologia andina. Per le comunità quechua che vivono ai suoi piedi, Ausangate non è solo una montagna — è un essere vivente, un guardiano, una presenza spirituale che governa le stagioni e protegge il bestiame.
Questo trekking di 5 giorni compie il giro completo dell'Ausangate attraverso paesaggi che cambiano continuamente: laghi glaciali color smeraldo, pascoli percorsi da greggi di alpaca, valli remote dove il tempo sembra fermo. Si attraversano quattro valichi a oltre 5.000 metri — tra cui il Palomani Pass a 5.200 m — e si dorme in accampamento immersi nel silenzio delle Ande, sotto cieli stellati impossibili da dimenticare.
Un'esperienza per chi vuole avvicinarsi alle Ande non come turista, ma come viaggiatore.
Circuito completo intorno all'Apu Ausangate (6.372 m), la vetta più sacra di Cusco
Quattro valichi ad alta quota fino a 5.200 m, laghi glaciali e fauna andina selvatica
Relax in acque termali dopo le giornate più impegnative
Magnifiche notti in accampamento nel silenzio totale delle Ande, lontano da qualsiasi luce artificiale
Partenza da Cusco alle prime ore del mattino in direzione sudest, attraverso la Valle di Vilcanota fino al villaggio di Tinqui (3.900 m). Da qui inizia il cammino verso l'accampamento di Upis (4.400 m): un percorso graduale tra pascoli abitati da greggi di alpaca e lama, pensato per permettere al corpo di adattarsi all'altitudine. La sera, le sorgenti termali naturali di Upis accolgono i primi chilometri nelle gambe.
Alessio Zucchi La giornata più lunga in termini di dislivello. Il sentiero sale al Paso Arapa (4.800 m) con le prime viste ravvicinate sulle pareti glaciali dell'Ausangate. Si scende poi a Yanacocha per una sosta, prima di affrontare il valico estremo dell'Ausangate a 4.850 m. L'accampamento sul lago Ausangate — con la riflessione della vetta sull'acqua — è uno dei momenti più silenziosi e potenti dell'intero circuito.
Alessio Zucchi
Alessio Zucchi Il giorno più impegnativo e più ricompensante. La salita al Paso Palomani (5.200 m) è il punto più alto dell'intero trekking: da qui si abbraccia con lo sguardo un panorama di ghiacciai, laghi colorati e valli che si perdono all'orizzonte. La discesa porta alla valle di Finaya Pampa e all'accampamento di Jampa (4.700 m), in un paesaggio di quiete assoluta.
Il Paso Campa (5.100 m) apre su uno dei paesaggi più inaspettati del circuito: i Sette Laghi dell'Ausangate, specchi d'acqua di colori diversi incastonati tra le montagne, quasi sempre deserti. La discesa verso Pacchanta (4.350 m) scorre tra questi laghi prima di raggiungere l'accampamento finale, dove le sorgenti termali naturali e una cena quechua tradizionale chiudono la giornata più bella del trekking.
Alessio Zucchi L'ultima mattina scende verso Tinqui lungo sentieri che offrono le ultime viste sull'Ausangate. Si risale in veicolo verso Cusco con un pranzo finale a base di cucina locale come congedo dalle Ande.